La Rosa Nera

Angela Maria Santarosa

Sono una che crede alle cose impossibili, lasciate le vostre idiozie a casa vostra o nel vostro cesso

Lo sapete e non fate nulla

Chi siede oggi al governo di questo Paese siede sul silenzio dei vigliacchi.
Governa sulle ossa dei bambini, sulle macerie, sulla morte imbellettata con comunicati stampa.

Voi, governo italiano, siete colpevoli.
Non perché sparate, ma perché non fermate chi lo fa.
Perché ogni giorno in cui non alzate la voce, ogni giorno in cui vi nascondete dietro la “prudenza diplomatica”, ogni giorno in cui scegliete la comoda neutralità, è un giorno in cui firmate con il vostro silenzio la condanna a morte di un popolo intero.

Non c’è più spazio per l’ambiguità.
Chi tace oggi, partecipa.
Chi finge di non vedere, autorizza.

Vedete le immagini.
Vedete i corpi smembrati.
Vedete gli ospedali ridotti a tombe.
Vedete i bambini scheletrici aggrapparsi a bottiglie d’acqua sporca.

E fate finta di niente.

No. Fate di peggio: recitate.

“Israele ha diritto a difendersi”, dice Meloni.
Difendersi da cosa? Da bambini sotto le tende? Da panettieri disarmati? Da ragazze che scrivono il loro ultimo post prima di morire?
Avete trasformato il linguaggio in un’arma di distrazione di massa.

Le vostre frasi pesano come bombe: leggere, automatiche, senza conseguenze per voi, mortali per chi le subisce.

Il problema non è che non sapete.
È che non vi interessa sapere abbastanza da agire.

Tajani, Piantedosi, Crosetto:
non esiste un “centro” in un crimine.
Non esiste equilibrio tra chi bombarda e chi viene bombardato.
Non esiste neutralità quando da una parte c’è chi scava fosse, e dall’altra chi ci cade dentro.

“Siamo preoccupati.”
“Serve una soluzione diplomatica.”
“Chiediamo moderazione.”

No. Serve coraggio.
Serve giustizia.
Serve dire la verità:
È UN GENOCIDIO. E VOI STATE ZITTI.

Le piazze vi hanno urlato addosso.
300.000 persone a Roma.
Cittadini. Famiglie. Bambini.
E voi?
Silenzio.
Non li avete ascoltati perché non vi conviene ascoltare.

I social vi documentano, vi smascherano, vi inchiodano.
Ogni post da Gaza è una prova contro il vostro immobilismo.

Una ragazza ha scritto:
“Non voglio morire domani.
Ma so che succederà.
E so che l’Italia non farà nulla per salvarmi.”

E non mentiva.

L’Italia non ha fatto nulla.
E non fa nulla.

Avete licenziato una donna che ha detto “Palestina libera”.
Ma non licenziate la vostra coscienza mentre firmate accordi con chi ruba la vita a migliaia di civili.

Avete paura?
Di cosa? Dei titoli di giornale? Di perdere contratti? Di disturbare equilibri internazionali?

Allora avrete molto più da perdere quando la Storia vi chiamerà per nome.

Perché la Storia non dimentica.
La Storia osserva.
E registra ogni silenzio.
Ogni omissione.
Ogni codardia.

Non dite “non lo sapevamo”.
Lo sapevate benissimo.
E continuate a saperlo.
Ogni singolo giorno.

E ogni giorno che passa senza una condanna chiara, senza uno strappo, senza uno stop,
siete più vicini ai carnefici e più lontani dai vivi.

Siete responsabili.
E nessuna scusa vi salverà.

Per chi è ancora vivo.
Per chi non ha paura di dire la verità.
Per chi non sarà mai complice.
Per chi grida, al posto dei morti

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