La Rosa Nera

Angela Maria Santarosa

Sono una che crede alle cose impossibili, lasciate le vostre idiozie a casa vostra o nel vostro cesso

Delta del Po

Il non detto del fango

Il mare è un trucco da vacanza.
Una cartolina impolverata.
Un’idea che si scioglie al primo pensiero lucido.
Il Delta del Po, invece, no.
Il Delta non si lascia guardare.
Il Delta ti guarda lui.

Ti scruta mentre credi di passare inosservata tra i canneti,
tra le acque ferme e i ponti rotti,
e invece stai già parlando,
senza dire niente.

Nel Delta del Po non si canta.
Si bisbiglia.
Si sussurra con la gola rotta.
Si tace ad alta voce.

E quel silenzio ha un nome:
asma.

L’asma del non detto.
L’asma delle donne che hanno smesso di urlare perché non cambia niente.
L’asma delle frasi lasciate a metà sul ciglio di un fosso.
L’asma delle sirene che non affogano nessuno,
ma ti sfogliano l’infanzia con una carezza ruvida.

Nel Delta, le sirene non hanno pinne.
Hanno calli.
Hanno mani sporche.
Hanno l’asma anche loro,
ma non smettono di parlare.
A pezzi, ma parlano.
Bisbigliano dietro il collo, mentre sei sola,
e dicono:

“Che cazzo combini con tutto questo silenzio?”

Le zanzare traducono.
Ti pungono la colpa.
Ti portano il ricordo in forma di prurito.
Non dimentichi mai dove ti hanno toccata.
E non dimentichi mai quello che non hai detto.

A Comacchio
una donna fuma.
Non apre la finestra.
Respira male.
Tiene in gola il nome di chi l’ha lasciata lì,
quando ancora le sirene avevano voce.

A Comacchio,
l’anguilla scivola nel secchio.
È stanca anche lei.
Si fa tagliare in silenzio.
Non lotta, non chiede pietà.
Il suo sangue sa di poesia non scritta.
Di verità mai confessate.

E a Viale Adriatico 8
le notti non dormono.
Sudano.
Ronzano.
Le zanzare bussano ai vetri non per entrare,
ma per ricordarti chi sei.
Chi non sei mai riuscita ad essere.
Ti svegliano all’alba con una domanda semplice,
bruciante, definitiva:

“Lo dici, o ti consumi?”

Il Delta non accoglie.
Interroga.
È un tribunale d’acqua e sabbia.
È un altare storto dove il vero sanguina piano.
E ogni volta che provi a ignorarlo,
una sirena ti segue.
Ti ansima vicino.
Ti ascolta mentre non parli.
E poi ti lascia lì,
con una sola possibilità:

“Parla.
Oppure affoga.”

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